Il Garante per la protezione dei dati personali, con parere n. 162 del 12 settembre 2019, si è espresso in materia di accesso civico. Nella fattispecie, il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di un Comune, ha chiesto al Garante il parere previsto dall’art. 5, comma 7, del d. lgs. n. 33/2013, nell’ambito del procedimento relativo a una richiesta di riesame sul provvedimento di diniego parziale di un accesso civico.
In particolare, l’accesso civico riguarda la copia dei documenti, contenenti i dati del committente, la descrizione dell’intervento, la località del cantiere, il tecnico progettista e le Segnalazioni Certificate di Inizio Attività (SCIA), concernenti l’attività degli interventi edili da attuarsi nel territorio comunale.

In merito, il Garante come già affermato, in un altro parere identico chiesto dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza di un altro Comune, ritiene conforme alla normativa in materia di protezione dei dati personali la soluzione adottata dal Comune, che allo scopo di soddisfare comunque le esigenze informative alla base dell’accesso civico e di “favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico” ha fornito i dati aggregati relativi alle SCIA e CILA, senza comunicare “dati personali”.

GARANTE PRIVACY, PARERE N.162, 12 SETTEMBRE 2019